Pubblicato il 15 maggio 2020 · Aggiornato il 10 agosto 2026
Nel 2020, in un momento particolarmente difficile per il turismo e per chi vive del racconto delle città, il portale Travelers Generation mi propose un’intervista sul mio lavoro di guida turistica a Firenze.
Rileggendola oggi mi accorgo che molte delle cose che raccontavo allora continuano a rappresentare bene il mio modo di vivere questa professione: lavorare con piccoli gruppi, costruire visite su misura e, soprattutto, cercare di far scoprire Firenze andando oltre i luoghi più conosciuti.
Ho quindi deciso di conservarla nel mio Taccuino, come una piccola testimonianza del mio rapporto con Firenze e con il lavoro che faccio ogni giorno.
A Firenze con Giulia
L’intervista che segue è stata pubblicata originariamente nel 2020 sul portale Travelers Generation. Ho mantenuto le domande e il senso delle risposte dell’epoca, correggendo soltanto alcuni refusi e rendendo il testo più leggibile.
Buongiorno Giulia, grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista. Come di consuetudine, ti chiediamo di presentarti e di parlarci delle tue esperienze nell’ambito del turismo.
Buongiorno! Sono una guida turistica dal 2010. Ho lavorato a lungo nei musei civici fiorentini, occupandomi in particolare di didattica e laboratori teatrali e lavorando con piccoli gruppi, privati e scolaresche.
Dall’esperienza nei musei sono poi arrivata alla professione di guida turistica, affiancandola nel tempo anche all’interesse per la critica d’arte.
Ho sempre privilegiato i gruppi piccoli e le visite costruite su misura: mi piace pensare a ogni percorso come a una trama, adattandolo alle persone che ho davanti, ai loro interessi e al tempo che hanno a disposizione.
È ancora oggi il principio alla base delle mie visite guidate a Firenze.
Qual è il periodo migliore per visitare Firenze?
Quale periodo consiglieresti per visitare Firenze, considerando sia il clima sia l’afflusso dei visitatori?
Dal punto di vista climatico amo molto la tarda primavera, tra aprile, maggio e giugno, quando le giornate sono piacevoli e non è ancora arrivato il caldo più intenso dell’estate.
Anche l’autunno può regalare una Firenze bellissima: nei giardini storici cambiano i colori, le giornate assumono una luce diversa e la città si presta particolarmente bene a essere scoperta camminando.
Firenze oltre gli Uffizi e il David
Quali sono le opere e i luoghi maggiormente visitati?
Firenze è naturalmente famosa per gli Uffizi e per il David di Michelangelo, ma quando si arriva in città ci si rende immediatamente conto che c’è molto di più.
Firenze stessa è quasi un museo a cielo aperto. Anche una passeggiata di un paio d’ore nel centro storico può cambiare completamente il modo in cui la si guarda. Per questo, soprattutto a chi arriva per la prima volta, consiglio sempre di iniziare dalla città nel suo insieme, prima ancora di concentrarsi su un singolo museo.
I luoghi di Firenze che consiglio di scoprire
E se dovessi suggerire alcuni luoghi meno conosciuti?
Direi sicuramente la riva sinistra dell’Arno. Si può partire da piazzale Michelangelo, scendere attraverso il Giardino delle Rose e poi entrare progressivamente nell’Oltrarno, dove è ancora molto presente la tradizione dell’artigianato fiorentino.
Da lì si possono raggiungere Palazzo Pitti, Santo Spirito, il Giardino Bardini e altri bellissimi giardini storici.
La Basilica di Santo Spirito, con il Crocifisso ligneo attribuito al giovane Michelangelo, è uno dei luoghi ai quali sono particolarmente legata. E poi ci sono musei come San Marco e il Bargello, che spesso ricevono meno attenzione rispetto agli Uffizi ma custodiscono opere straordinarie.
Sapori e mercati della città
E per conoscere una Firenze più quotidiana, dove consiglieresti di andare?
Anche la cucina racconta moltissimo della città. Il piatto più famoso è naturalmente la bistecca, ma la cucina fiorentina nasce anche da ingredienti semplici come pane, olio d’oliva, verdure e legumi.
Mi piace consigliare i mercati: San Lorenzo e Sant’Ambrogio permettono di entrare in contatto con una dimensione più quotidiana della città. E naturalmente c’è il lampredotto, uno dei cibi di strada più caratteristici di Firenze.
Ci sono poi piatti della tradizione come la ribollita, la pappa al pomodoro e la panzanella: ricette semplici che raccontano bene la storia della cucina toscana.
Una visita costruita intorno alle persone
Come si può organizzare una visita con te?
Il modo più semplice è raccontarmi che cosa vi interessa, quanto tempo avete a disposizione e, se già la conoscete, che cosa avete visto di Firenze.
Da lì possiamo costruire insieme un percorso adatto alle vostre curiosità. È proprio questo l’aspetto del mio lavoro che continuo ad amare di più: non proporre una visita uguale per tutti, ma cercare ogni volta un modo diverso di raccontare Firenze.
Rileggendo questa intervista oggi
Sono passati alcuni anni da questa conversazione, ma c’è una frase che continua a rappresentare bene il mio modo di lavorare: Firenze è molto più dei suoi luoghi più famosi.
È una città che si può incontrare in un capolavoro degli Uffizi, naturalmente, ma anche entrando in una chiesa meno frequentata, attraversando un giardino, osservando una bottega dell’Oltrarno o fermandosi davanti a un dettaglio che normalmente si supera senza guardarlo.
È questo sguardo che vorrei raccogliere, articolo dopo articolo, nel mio Taccuino.
Intervista pubblicata originariamente nel 2020 su Travelers Generation.
