
Dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 Palazzo Strozzi presenta Broken. Il potere del frammento, una grande mostra che attraversa la storia della scultura, dall’antico Egitto e dalla Grecia classica fino a Michelangelo, Rodin e all’arte contemporanea.
Con oltre ottanta opere e reperti provenienti da importanti musei internazionali, Broken a Palazzo Strozzi propone una riflessione originale: che cosa accade a un’opera quando perde la propria integrità? Il frammento è soltanto ciò che resta di qualcosa oppure può acquistare una nuova identità, diventando testimonianza, simbolo e fonte d’immaginazione?
Il frammento non è soltanto una parte mancante
Quando osserviamo una scultura mutilata, siamo portati a immaginarne la forma originaria. Cerchiamo ciò che non vediamo più: un volto, un braccio, un attributo, una superficie completa. Eppure proprio l’assenza può rendere l’opera più intensa, aprendo nuove possibilità di interpretazione.
La mostra invita a considerare il frammento come un oggetto autonomo. Le rotture possono essere il risultato del tempo, di una calamità naturale, di una guerra, di un atto iconoclasta o di una precisa scelta artistica. Ogni frattura conserva le tracce di un avvenimento e modifica il significato dell’opera.
Un frammento non racconta soltanto ciò che è andato perduto: rende visibili il tempo, la memoria e le trasformazioni attraversate dall’opera.
Un viaggio tra civiltà ed epoche diverse
Il percorso riunisce testimonianze provenienti dalle civiltà egizia, etrusca e greco-romana e da culture sviluppatesi negli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia. Il confronto supera i confini cronologici e geografici, mostrando come la conservazione e la reinterpretazione dei frammenti riguardino culture molto diverse tra loro.
Le opere antiche dialogano con sculture di Giovanni Pisano, Michelangelo e Auguste Rodin e con lavori contemporanei di Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo.
Il visitatore non segue quindi una semplice storia lineare della scultura. La mostra costruisce confronti tra epoche lontane, mettendo in relazione materiali, corpi, rotture e differenti idee di bellezza.
Michelangelo e il corpo incompiuto
La presenza di Michelangelo assume un significato particolare. Nella sua scultura la materia sembra spesso conservare la tensione del processo creativo: il corpo emerge dal marmo, mentre alcune superfici rimangono aperte, irregolari o apparentemente non concluse.
Il rapporto tra figura e materia permette di distinguere l’opera incompiuta da quella spezzata, ma anche di comprendere come entrambe possano stimolare lo sguardo. Ciò che manca non produce necessariamente un vuoto: può rendere più evidente il gesto dell’artista e coinvolgere l’osservatore nella ricostruzione mentale della forma.
Per approfondire questo rapporto tra scultura, materia e processo creativo è possibile consultare anche l’itinerario dedicato a Michelangelo a Firenze.
Dall’antichità a Rodin e Louise Bourgeois
L’interesse per il frammento cambia profondamente nel corso dei secoli. Le parti superstiti delle sculture antiche sono state raccolte, studiate, restaurate e talvolta completate. In altri momenti storici, invece, la loro condizione frammentaria è stata apprezzata proprio per la forza evocativa che riusciva a sprigionare.
Con Rodin il frammento entra consapevolmente nel linguaggio della scultura moderna: una mano, un torso o una figura parziale possono essere considerati opere complete. Nell’arte contemporanea la rottura diventa uno strumento per affrontare temi come il corpo, l’identità, la memoria, la violenza e la trasformazione.
Il dialogo tra reperti archeologici e opere contemporanee consente così di osservare il frammento non come una categoria immobile, ma come un concetto che continua a cambiare insieme alla società e al nostro modo di guardare l’arte.
Le ferite della storia e l’alluvione di Firenze
Non tutte le opere arrivano fino a noi nelle condizioni immaginate dai loro autori. Guerre, rivoluzioni, vandalismi, trasformazioni politiche e calamità naturali possono lasciare segni irreversibili.
Tra gli avvenimenti richiamati dal percorso figura anche l’alluvione di Firenze del 1966, che colpì chiese, musei, biblioteche e archivi. Le opere danneggiate non sono soltanto oggetti da restaurare: diventano testimonianze della fragilità del patrimonio e dell’impegno collettivo necessario per conservarlo.
La frattura può quindi assumere un valore storico e politico. Cancellarla completamente significherebbe talvolta eliminare una parte della storia dell’opera; conservarla permette invece di rendere visibile ciò che essa ha attraversato.
Una nuova installazione nel cortile di Palazzo Strozzi
In occasione della mostra, l’artista olandese-belga Mark Manders realizza una nuova installazione concepita per il cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi.
Il rapporto tra l’opera contemporanea e l’architettura regolare del palazzo introduce il tema della mostra ancora prima dell’ingresso nelle sale. Il cortile diventa uno spazio di confronto tra forma compiuta e frammento, permanenza dell’edificio e precarietà della figura.
Perché visitare Broken a Palazzo Strozzi
Broken permette di attraversare secoli di storia senza separare nettamente archeologia, arte antica, scultura moderna e ricerca contemporanea. Il filo conduttore non è uno stile o un periodo, ma una domanda che riguarda tutte le opere: come cambia il loro significato quando qualcosa si rompe, scompare o viene trasformato?
È una mostra particolarmente adatta a chi desidera imparare a osservare la scultura. Superfici, materiali, tracce degli strumenti, mutilazioni e restauri diventano elementi fondamentali per comprendere non soltanto ciò che un’opera rappresenta, ma anche la sua storia materiale.
La visita può essere collegata al Museo Nazionale del Bargello, dove il rapporto tra materia, tecnica e spazio permette di seguire la nascita e lo sviluppo della grande scultura fiorentina.
Date, orari e informazioni per la visita
- Periodo: dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027
- Sede: Palazzo Strozzi, Firenze
- Spazi: Piano Nobile e cortile
- Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
- Giovedì: apertura prolungata fino alle 23.00
- Ingresso: a pagamento
Orari, tariffe e modalità di prenotazione possono subire variazioni. Prima della visita è consigliabile consultare la pagina ufficiale della mostra Broken.
Broken nel vostro itinerario a Firenze
La visita a Palazzo Strozzi può diventare il punto di partenza per un itinerario dedicato alla scultura e al rapporto tra opera, materia e spazio. Il percorso può proseguire al Bargello, nelle basiliche fiorentine o nei luoghi legati a Michelangelo.
Sono Giulia Bacci, storica dell’arte e guida turistica abilitata a Firenze. Posso aiutarvi a inserire la mostra nel vostro soggiorno e a costruire un percorso personalizzato attraverso musei, chiese e luoghi della città collegati ai temi dell’esposizione.
Domande sulla mostra Broken
Quando si svolge la mostra Broken a Palazzo Strozzi?
La mostra è aperta dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027.
La mostra è dedicata soltanto all’arte contemporanea?
No. Il percorso attraversa epoche e culture diverse, dall’archeologia e dalla scultura antica fino a Michelangelo, Rodin e agli artisti contemporanei.
Sono presenti opere di Michelangelo?
Sì. Michelangelo è uno dei grandi maestri coinvolti nel percorso dedicato al frammento, alla materia e alla trasformazione della scultura.
Quante opere comprende l’esposizione?
La mostra riunisce oltre ottanta opere e reperti provenienti da importanti musei e collezioni internazionali.
Dove si acquistano i biglietti?
Prezzi, riduzioni e biglietti sono disponibili attraverso i canali ufficiali di Palazzo Strozzi. È consigliabile verificare le condizioni aggiornate prima della visita.
Informazioni aggiornate al 30 agosto 2026 sulla base dei dati pubblicati dalla Fondazione Palazzo Strozzi.
