
Dal 7 maggio al 18 ottobre 2026 Villa Bardini presenta Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi, un viaggio fotografico attraverso tre decenni fondamentali della storia della città.
Curata da Giovanna Uzzani e promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi, la mostra riunisce 150 fotografie capaci di raccontare non soltanto gli avvenimenti, ma anche le atmosfere, le trasformazioni sociali e la vita quotidiana di Firenze.
Il percorso attraversa gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, restituendo il ritratto di una città che si ricostruisce dopo la guerra, si apre alla scena internazionale e affronta profondi cambiamenti culturali e sociali.
Tre decenni che hanno trasformato Firenze
Negli anni Cinquanta Firenze appare ottimista, elegante e proiettata verso il futuro. La città diventa un punto di riferimento internazionale per l’arte, la moda e l’artigianato, mentre le sue piazze e i suoi palazzi accolgono personalità del cinema, della cultura e dello spettacolo.
Gli anni Sessanta mostrano invece un volto più complesso. Alla crescita economica e alla modernizzazione si affiancano nuovi fermenti sociali, le prime contestazioni giovanili e il dramma dell’alluvione del 1966, uno degli eventi che hanno segnato più profondamente la memoria collettiva della città.
Negli anni Settanta Firenze diventa più riflessiva e sperimentale. La cultura, l’arte e il costume registrano le trasformazioni di una società che sta cambiando rapidamente, mentre l’immagine rassicurante della città rinascimentale si confronta con una nuova realtà urbana.
Un percorso in dieci sezioni tematiche
La mostra è organizzata in dieci sezioni tematiche, che permettono di leggere la storia di Firenze attraverso prospettive differenti: la ricostruzione del dopoguerra, il lavoro, le trasformazioni della società, la vita quotidiana, lo sport, l’arte, la musica e la moda.
Le immagini documentano una città operosa, nella quale la crescita economica si accompagna a un forte impegno civile. Le mobilitazioni dei lavoratori, le esperienze educative e religiose e i nuovi movimenti sociali raccontano una Firenze capace di partecipare attivamente ai cambiamenti del Paese.
La vita quotidiana dei fiorentini
Una parte importante del percorso è dedicata alla vita di tutti i giorni: le tradizioni popolari, le domeniche allo stadio, le gite fuori porta, i tuffi nell’Arno, i primi supermercati e le nuove abitudini che accompagnano la trasformazione della società italiana.
Accanto ai grandi avvenimenti compaiono gesti semplici, volti e situazioni apparentemente ordinarie. Sono proprio questi scatti a restituire con maggiore immediatezza l’atmosfera della città e il modo in cui i fiorentini vivevano i suoi spazi.

La Firenze del lavoro e dell’impegno civile
Le fotografie raccontano anche le lotte per il lavoro, le mobilitazioni operaie e le esperienze che hanno fatto di Firenze un importante laboratorio politico, sociale ed educativo.
Il percorso attraversa le vicende della Pignone, le esperienze legate a Don Lorenzo Milani e alla Scuola di Barbiana, la comunità dell’Isolotto e le manifestazioni che animarono le piazze durante gli anni della contestazione.
Particolarmente intense sono le immagini dell’alluvione del 1966: una città sommersa dall’acqua e dal fango, ma anche una comunità capace di reagire e di mobilitarsi per salvare persone, opere d’arte, libri e testimonianze della propria storia.
Sport, spettacolo e cultura
Una sala è dedicata alla storia della Fiorentina, alle sue vittorie e ai protagonisti che hanno alimentato la passione sportiva della città. Lo sport diventa così parte integrante del racconto della società fiorentina e della sua identità.
Le fotografie conducono inoltre nei teatri, negli studi degli artisti, nelle sale espositive e dietro le quinte degli eventi culturali. Firenze appare come un luogo d’incontro tra tradizione e contemporaneità, frequentato da scrittori, attori, musicisti e personalità internazionali.
Firenze e la nascita del Made in Italy
L’ultima parte del percorso è dedicata alla moda e alla progressiva affermazione del Made in Italy. Le sfilate, gli atelier e le presentazioni organizzate nella Sala Bianca di Palazzo Pitti contribuirono a trasformare Firenze in una delle capitali internazionali dello stile.
Le immagini dell’Archivio Foto Locchi documentano il momento in cui la città rinascimentale diventa anche un marchio riconosciuto nel mondo, capace di unire arte, artigianato, eleganza e innovazione.
L’Archivio Foto Locchi
Foto Locchi nasce nel 1924 come studio d’arte e tecnica fotografica fondato da Tullio Locchi. Dopo la sua morte, l’attività viene proseguita dai collaboratori e, sotto la direzione di Silvano Corcos, diventa l’agenzia fotografica di riferimento per la cronaca cittadina.
Negli anni più intensi del dopoguerra l’agenzia arriva a riunire fino a trenta fotografi. Generazioni di professionisti documentano cerimonie pubbliche, eventi culturali, manifestazioni, spettacoli, vita politica e momenti privati, contribuendo a costruire una straordinaria memoria visiva di Firenze.
Grazie anche alle più recenti acquisizioni, l’Archivio Foto Locchi conserva oggi oltre cinque milioni di immagini. Le 150 fotografie selezionate per la mostra rappresentano quindi soltanto una parte di un patrimonio storico e culturale molto più vasto.
Perché visitare Firenze ’50 ’60 ’70
Firenze ’50 ’60 ’70 permette di osservare la città da un punto di vista diverso rispetto ai consueti itinerari dedicati al Rinascimento. Le fotografie mostrano infatti come Firenze sia cambiata nel corso del Novecento e come la sua identità contemporanea sia nata dall’incontro tra memoria, innovazione e partecipazione civile.
La mostra è particolarmente interessante anche per chi conosce già Firenze: monumenti, piazze e quartieri appaiono popolati da volti, automobili, insegne e abitudini che permettono di confrontare la città di ieri con quella di oggi.
La mostra nel tuo itinerario a Firenze
La visita alla mostra può essere abbinata al Giardino Bardini, all’Oltrarno, al quartiere di San Niccolò oppure a un itinerario dedicato alla Firenze del Novecento e alla trasformazione della città contemporanea.
Sono Giulia Bacci, storica dell’arte e guida turistica abilitata a Firenze. Posso aiutarti a organizzare un percorso che colleghi le immagini della mostra ai luoghi, agli avvenimenti e alle trasformazioni raccontate dall’Archivio Foto Locchi.
