
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 Palazzo Strozzi presenta Rothko a Firenze, una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell’arte moderna americana.
Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, l’esposizione è stata concepita appositamente per Firenze e riunisce oltre settanta opere provenienti da importanti musei internazionali e prestigiose collezioni private.
Il percorso permette di seguire l’intera evoluzione artistica di Mark Rothko: dai dipinti figurativi degli anni Trenta e Quaranta alle composizioni influenzate dal Surrealismo, fino alle celebri tele della maturità, costruite attraverso grandi campiture di colore sospese nello spazio.
Una mostra costruita per Firenze
La scelta di Palazzo Strozzi non rappresenta soltanto una cornice prestigiosa. Il progetto nasce dal rapporto profondo che Rothko sviluppò con Firenze, con la sua architettura e con alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte rinascimentale.
L’artista visitò la città per la prima volta nel 1950, durante un viaggio in Italia insieme alla moglie Mell, e vi tornò nel 1966. Rimase particolarmente colpito dagli affreschi di Beato Angelico nel convento di San Marco e dal Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, progettato da Michelangelo.
La misura dell’architettura rinascimentale, la luce degli affreschi e la capacità di costruire uno spazio destinato alla meditazione offrirono a Rothko importanti occasioni di riflessione. La mostra mette in evidenza proprio questo dialogo tra la sua pittura e la tradizione artistica fiorentina.
Dalla figurazione alle grandi campiture di colore
Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente e mostra come Rothko sia arrivato gradualmente al linguaggio per il quale è universalmente conosciuto.
Le prime opere conservano figure, ambienti, riferimenti alla mitologia e suggestioni legate all’Espressionismo e al Surrealismo. Nel corso degli anni Quaranta, le forme diventano progressivamente più libere e si dissolvono nei cosiddetti Multiforms, composizioni nelle quali il colore acquista una crescente autonomia.
Tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta nasce il linguaggio maturo di Rothko: grandi superfici rettangolari sembrano fluttuare e sovrapporsi sulla tela. I margini non sono netti, i colori respirano e la luce sembra provenire dall’interno dell’opera.
Di fronte a questi dipinti lo spettatore non è chiamato soltanto a riconoscere forme o soggetti. Il quadro diventa un’esperienza fisica ed emotiva, capace di modificare la percezione dello spazio e di richiedere tempo, attenzione e silenzio.

Oltre settanta opere da importanti collezioni
La mostra riunisce oltre settanta opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia. I prestiti provengono da alcuni dei principali musei del mondo, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.
Accanto alle grandi tele della maturità sono esposti dipinti figurativi, acquerelli, opere su carta e studi collegati ai grandi cicli murali. Questa varietà permette di comprendere come il linguaggio di Rothko non sia nato improvvisamente, ma sia il risultato di una ricerca lunga e coerente sul rapporto tra colore, luce, architettura e presenza dello spettatore.
Le sezioni al Museo di San Marco e alla Laurenziana
Il progetto non si conclude nelle sale di Palazzo Strozzi, ma prosegue in due luoghi particolarmente significativi per l’esperienza fiorentina di Rothko.
Al Museo di San Marco cinque opere sono presentate in altrettante celle affrescate da Beato Angelico. Il confronto crea un legame sorprendente tra artisti molto lontani nel tempo, accomunati dalla capacità di utilizzare luce e colore per costruire uno spazio interiore e contemplativo.
Nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana due opere entrano invece in dialogo con l’architettura di Michelangelo. La tensione delle pareti, delle colonne e della grande scalinata aiuta a comprendere l’interesse di Rothko per ambienti capaci di coinvolgere completamente chi li attraversa.
Le sezioni speciali richiedono biglietti distinti e seguono orari differenti rispetto a Palazzo Strozzi. È quindi consigliabile organizzare in anticipo le tre visite.

Perché visitare Rothko a Firenze
Rothko a Firenze non è soltanto una retrospettiva dedicata a un grande artista del Novecento. È una mostra pensata per mettere in relazione pittura moderna, architettura rinascimentale e alcuni dei luoghi più intensi della città.
Il percorso permette di conoscere anche le opere meno note dell’artista, di comprendere l’origine delle sue grandi composizioni astratte e di osservare come il colore possa trasformarsi in spazio, emozione e meditazione.
Per apprezzare pienamente le tele di Rothko è utile non attraversare le sale troppo velocemente. Fermarsi davanti a un’opera, osservare il modo in cui i colori cambiano e lasciarsi coinvolgere dalla relazione tra dipinto e ambiente rappresenta una parte essenziale dell’esperienza.
La mostra nel tuo itinerario a Firenze
La visita a Palazzo Strozzi può essere abbinata a un itinerario dedicato all’arte del Novecento oppure ai luoghi fiorentini che hanno ispirato Rothko, come il Museo di San Marco, la Basilica di San Lorenzo e la Biblioteca Medicea Laurenziana.
Sono Giulia Bacci, storica dell’arte e guida turistica abilitata a Firenze. Posso aiutarti a organizzare il soggiorno e a costruire un percorso che colleghi la mostra alla storia artistica della città.
