
Ci sono giorni in cui Firenze sembra ricordarsi con particolare intensità della propria storia. Il 10 agosto, festa di San Lorenzo, è uno di questi.
Per chi passa da piazza San Lorenzo durante l’anno, il quartiere è soprattutto un intreccio di mercato, botteghe, visitatori e vita quotidiana. Ma il 10 agosto quella piazza torna a essere anche il centro di una delle tradizioni più antiche della città.
È una festa che mi piace particolarmente perché mette insieme tante anime di Firenze: la storia dei Medici, la Basilica di San Lorenzo, il Corteo Storico, la dimensione religiosa e quella, molto fiorentina, dello stare insieme in piazza.
E poi c’è la notte di San Lorenzo, che nell’immaginario di tutti è anche la notte delle stelle cadenti. Le cosiddette “lacrime di San Lorenzo” accompagnano da secoli desideri, racconti e serate trascorse con il naso all’insù. Un’immagine poetica che rende il 10 agosto ancora più particolare: mentre Firenze celebra il suo copatrono nelle strade e nelle piazze, sopra la città il cielo diventa parte della festa.
San Lorenzo e Firenze: molto più di una chiesa
San Lorenzo è copatrono di Firenze e il quartiere che porta il suo nome occupa un posto speciale nella storia della città.
Qui la famiglia Medici costruì una parte fondamentale della propria identità. Cosimo il Vecchio commissionò a Michelozzo il palazzo di famiglia nel Quattrocento e la vicina Basilica di San Lorenzo divenne sempre più strettamente legata alla dinastia.
Ancora oggi basta muoversi di pochi passi per incontrare alcuni dei luoghi che meglio raccontano quella storia: Palazzo Medici Riccardi, la Basilica, la Sagrestia Vecchia, le Cappelle Medicee e la Biblioteca Laurenziana.
È uno dei motivi per cui, quando accompagno qualcuno in questa parte della città, preferisco raccontare San Lorenzo come un insieme e non come una semplice successione di monumenti. Il quartiere, la famiglia, l’arte e la politica fiorentina sono profondamente intrecciati.
Una festa profondamente popolare
Il fascino del 10 agosto sta però anche nel fatto che la festa non appartiene soltanto alla Firenze dei grandi nomi.
San Lorenzo è da sempre anche un’occasione di incontro per i fiorentini. Alla solennità della celebrazione religiosa e del Corteo Storico si affianca così una dimensione molto più semplice e popolare: la piazza, il cibo condiviso, il cocomero e la musica.
Ed è forse proprio questa sovrapposizione a renderla così interessante. A Firenze capita spesso che la storia più importante e quella quotidiana convivano nello stesso luogo senza bisogno di separarsi.
Il Corteo Storico e l’offerta dei ceri
Tra i momenti che caratterizzano la giornata c’è la partecipazione del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.
Il Gonfalone della città, i figuranti e l’offerta dei ceri riportano nel presente una ritualità che appartiene alla memoria civica fiorentina. La destinazione è naturalmente la Basilica di San Lorenzo, dove si celebra la Messa dedicata al copatrono della città.
San Lorenzo a Firenze oggi, 10 agosto 2026
Quest’anno il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina è partito alle 10:15 da Piazza di Parte Guelfa e ha raggiunto l’Arengario di Palazzo Vecchio, dove alle 10:25 si è unito al Gonfalone di Firenze.
Il corteo ha quindi proseguito verso la Basilica di San Lorenzo per la celebrazione della Santa Messa e la tradizionale offerta dei ceri.
La festa conserva anche la sua anima popolare, con la tradizionale distribuzione di pasta e cocomero in piazza San Lorenzo e la musica sul sagrato della Basilica.
Il programma della giornata è quello comunicato dal Comune di Firenze per l’edizione 2026.
San Lorenzo e i Medici: un legame che si legge ancora nella città
Per comprendere davvero perché San Lorenzo abbia questo peso nella storia fiorentina bisogna tornare ai Medici.
Il loro rapporto con questa zona non è soltanto monumentale. San Lorenzo fu il quartiere nel quale la famiglia costruì la propria presenza cittadina e nel quale volle lasciare anche la memoria di sé.
Dalla sobrietà geometrica dell’architettura di Brunelleschi alla Sagrestia Vecchia, dalle opere di Donatello fino all’intervento di Michelangelo nella Sagrestia Nuova e nella Biblioteca Laurenziana, qui si può seguire una parte straordinaria della storia del Rinascimento fiorentino.
E poi ci sono le sepolture medicee, che trasformano San Lorenzo anche nel luogo della memoria familiare e dinastica: da Cosimo il Vecchio fino ad Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina.
Se vuoi seguire questo filo attraverso Firenze, ho raccolto i principali luoghi della famiglia anche nel mio itinerario dedicato ai luoghi dei Medici a Firenze.
Una Firenze che continua a raccontarsi
Quello che mi piace delle tradizioni fiorentine è proprio questo: non sono soltanto ricordi del passato.
Il 10 agosto piazza San Lorenzo continua a essere attraversata dalla storia della città, ma anche dalle persone che vi si incontrano, mangiano insieme, ascoltano musica o semplicemente si fermano a guardare il corteo.
E forse è anche questo uno dei modi più belli per conoscere Firenze: non limitarsi a visitare i suoi monumenti, ma cercare di capire perché certi luoghi continuino a essere importanti per chi la città la vive.
E la sera, dopo il corteo, la musica e il cocomero, resta sempre un buon motivo per alzare gli occhi verso il cielo e cercare una stella cadente.
Scoprire San Lorenzo insieme
San Lorenzo è uno dei luoghi nei quali arte, storia dei Medici e vita della città si incontrano più chiaramente. Se vuoi scoprirlo con una visita privata, possiamo costruire insieme un percorso adatto ai tuoi interessi e al tempo che hai a disposizione.
